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V-DAY Vasco Rossi è ormai il Bruno Vespa dei rocker italiani. Effetto Vasco è stato il suo "Porta a Porta", ma senza campanello, senza Tremonti, senza Taormina. Solo con Gene Gnocchi e una bella biondina.
Il mondo che non vorrei.
TELEFONO SENZA FILI Non posseggo un telefono cellulare. E sono felice.
GUARDIE E LADRI
NERI PER CASO Credo che se il selezionatore della nazionale fosse stato Bearzot, avrebbe (giustamente) convocato Ballottelli per i prossimi Europei.
INDULGENTI «E come mai? Sempre per quella cosa? Era a Montecarlo poi è andato a Parigi... gielo avevo detto di stare lì ad aspettare l’indulto...». Roberto Mancini, allenatore vincitutto della Squadra degli Onesti al telefono con Domenico Brescia* - fonte corriere.it * Domenico Brescia, 55 anni, natali a Castell’Arquato e mani in pasta con il clan dei boss mafiosi Biagio e Alessandro Crisafulli; precedenti per omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga. Un pregiudicato inseguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano perché accusato di fare parte di un giro di spacciatori di cocaina legati alla ’ndrangheta, eppure con un posto d’onore alla Pinetina e un altro in tribuna vip a San Siro.
SALDI DI FINE STAGIONE In vendita su Ebay a € 32,90 (ma il prezzo potrebbe scendere nei prossimi giorni).
MAGGIO COL BENE CHE TI VOGLIO Come penso finirà il campionato 2007/08 l'ho già scritto qui. Sono però sinceramente contento per Roberto Mancini, lui ci ha sempre creduto; MANCINI: "Ho sperato sin dall'inizio in un finale così. Scudetto scontato? Non m'importa di ciò che pensano gli altri...".
vedrai non finirà
LA GUERRA È BELLA ANCHE SE FA MALE LA TERRA SCOPPIA. SOVRAPPOPOLAZIONE E SVILUPPO. Di Giovanni Sartori - Gianni Mazzoleni. Nel 1972 venne pubblicato a cura del Club di Roma un celebre rapporto, intitolato "I limiti dello sviluppo", nel quale si sottolineava che la Terra non è in grado di fronteggiare l'aumento incontrollato della popolazione che porta con sé diminuzione delle risorse naturali, aumento dell'inquinamento, modifiche climatiche indotte dall'uomo. Da allora, in soli trent'anni, la popolazione mondiale è quasi raddoppiata, e la Terra sta precipitando verso una catastrofe ecologica, sociale, demografica. La sovrappopolazione del Terzo Mondo è solo uno dei problemi che minacciano il nostro futuro: ma intervenendo su di esso, con politiche globali mirate, sarebbe possibile innescare un circolo virtuoso per migliorare la salute della Terra." O invece, più semplicemente, se avesse ragione De Gregori che poi la guerra è bella anche se fa male?
MILANO 2.0 È settimana di Derby a Milano. Non è settimana santa, in una città che tutto è fuor che santa. Ma è settimana di Derby. Derby per Milano è tanto, non tutto, ma tanto; che a Milano vuol dir più di tutto.
Non è Settimana degli sfottò e delle rosicate della Roma giallobiancoazzurrossa, non è derby di lanterne, ma è Derby di crudele pudica e irrimediabile divisione. È lotta di intenti per i re e per i milanesi più fetenti. Quelli che puzzano di terrone, quelli che il milanese lo sanno per sentito dire. E ne pronunciano le frasi fatte come in un disco che si rompe sempre in un punto diverso. È derby di biscioni.
È come a bigliardino (o CalcioBalilla come lo chiamano in certi bar di destra) da una parte i rossi(neri) dall’altra i (nero)azzurri.
Da una lato c’è la Milano indolente, scroccona e balbuziente, di quel Moratti (Massimo) Presidente. La Milano chic, la Milano art (attack) la Milano incapace e sapiente, la Milano sempre perdente che sa santificare le feste e snobbare gli impegni. La Milano nobile, come una nobil donna senza gonna.
Ma lì vicino a Segrate, ad Arcore a Cologno Monzese c’è la Milano del Milan, quella che ormai non è più del popolo sovrano, ma di Berlusconi il malefico nano (così almeno dicon in Via Durini).
Essa è la Milano che ha bevuto troppo, e che non ha ancora smaltito le sbornie dei successi; è la Milano internazionale e più che mai provinciale. È la Milano dei fatti e dell’altra Moratti. E la Milano che non fa ridere e che per ridere va al Cabaret, ma allo Zelig e non al Derby.
Perché il Derby resta un covo per sogni cassetti sempre troppo piccoli per i cugini reietti, o per quelli zeppi Coppe dei Campioni e scudetti.

LA VERSIONE DI MARIO "questo voto degli italiani è un voto veramente punk e di protesta... è il voto dell'anti-politica del popolino, che tra il male ed il nulla ha scelto il male, gli italiani non sono degli stupidi, conoscono Berlusconi sanno benissimo che non è il bene, conoscono le sue televisioni, sono consapevoli che regnerà la disonestà... l'ingiustizia,il razzismo. Ma hanno votato Berlusconi e Bossi, per paura al nord, ed opportunismo al sud. Perchè sanno che con Berlusconi probabilmente se sei furbo qualcosa la ottieni, gli italiani hanno preferito la disonestà al niente..." Mario Bianchi- LaboratorioSaccardi http://www.myspace.com/mariobianchi - 15 apr 2008, 07.59.
