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2. SE DOVESSE FONDARE UNA RADIO COME LA CHIAMEREBBE?
Io avevo fondato una webradio e si chiamava Radio Pluscool. Che naturalmente non è mai andata avanti, come il 90 per cento delle cose che avvio. Se dovessi fondarne una si chiamerebbe come le radio private dell’epoca pioneristica, credo Labranca Color Stereo International.
3. SE ALESSANDRO PIPERNO APRISSE IL SITO PIPER.NO LO CONSIDEREREBBE PLAGIO O SOLO IL SITO DI UN VECCHIO LOCALE ALLA MODA DI OSLO?
Nessun plagio. Penserei piuttosto al locale norvegese, copia di quello romano. I venditori di domini invitano a usare le sigle proprio come parte finale del nome per una più facile memorizzazione. Non credo che Piperno avrà mai voglia di gestire un sito. Ma credo lo farebbe bene. Non certo come i blog di Melissa P. o di Giuseppe Carlotti che sono infarciti di errori di grammatica e che fanno capire quanto sia utile il lavoro degli editor Fazi. Per me uno scrittore che scrive “pò”, “fù”, “un’altro” è pari a un chirurgo che non conosce la distinzione tra una cistifellea e il cuore.
4. QUAL È LA SOTTILE LINEA ROSSA CHE DIVIDE PLAGIO, CRONACA E SPUNTINO DI MEZZANOTTE? QUAL È LA SAREBBE LA GIUSTA PENA COMMISURATA AL PIÙ SMACCATO DEI PLAGI?
Eliminiamo subito gli spuntini di mezzanotte perché fanno male, soprattutto se contengono carboidrati. Eliminiamo subito la cronaca perché fa male, soprattutto se la fanno Rossella o Giordano. Ci resta il plagio che è alla base della nostra produzione artistica. Ma bisogna plagiare sempre i grandi classici, quelli che il pubblico non ha mai in realtà letto. Se plagi Stephen King se ne accorgono subito tutti. Nessuna pena. Altrimenti le galere sarebbero piene e non sapremmo più dove mettere gli scafisti albanesi.
5. CHE STUDI HA FATTO TOMMASO LABRANCA, E COME ANDAVA A SCUOLA?
Ho fatto studi linguistici di alto livello. Così oggi posso vantarmi di conoscere il tedesco, come ha fatto notare un simil-critico romano, una colonna della Ecole de la Pajate. E posso rendermi conto di come la gente parli malissimo l’inglese, soprattutto in tv, soprattutto quella che si picca di viaggiare per il mondo. Su un autobus pieno di persone che leggevano “Il codice Da Vinci” facevo molto colpo leggendo “The Da Vinci Code”. A scuola andavo benissimo. Sono peggiorato dopo.
6. SI È MAI IMMAGINATO COME SAREBBE POTUTO ESSERE UN RITRATTO DI TOMMASO LA BRANCA DIPINTO DA ANDY WARHOL?
Come tutti gli altri: su fondo blu con una maglietta nera. Andy mi avrebbe fatto solo le polaroid iniziali, poi avrebbe lasciato il lavoro agli assistenti e saremmo andati a mangiare un hamburger insieme.
Guido, sì. Un po’ mi dispiace perché detesto le automobili. Credo di essere l’unico in ambito intellettuale ad avere auto e patente. In questi ultimi dieci anni ho accompagnato più letteratura a casa io che l’intero parco taxi di Milano. Perché la città affoga nelle macchine, ma io conosco solo gente che non ha l’auto. Non so se per vezzo o proprio per miseria. Ho preso la patente a fatica. Non sapevo guidare. Al primo esame dimenticai di “mettere la freccia” e il cosiddetto ingegnere disse: “Attento che lei rischia troppo”. Fermai l’auto e dissi: “Lei usa questo linguaggio da gangster a casa sua con quella larva di sua moglie.” Riprovai due volte sempre senza riuscirci. Alla fine conobbi un proprietario di autoscuola che era in lista per il PSI. Lo corruppi andando a friggere le patatine alla Festa dell’Avanti nel 1984 ed ebbi l’ambito documento rosa. E’ stata la mia piccola, modesta partecipazione alla grande Corruzione Socialista della Prima Repubblica. E ne sono fiero! Mi hanno decurtato due punti perché avevo parcheggiato con una ruota sulla striscia che contorna la fermata di un autobus in periferia. Le vigilesse andrebbero lasciate a casa nei giorni del ciclo. E anche nel resto del mese.
8. NON CREDE CHE IN QUESTI ULTIMI ANNI DOPO LA RISCOPERTA TRAGICOMICA DEGLI ANNI OTTANTA, I WOOBINDA, I SUPERWOOBINDA, I CUGINI DI CAMPAGNA SIAMO DIVENTATI TUTTI DAVVERO TRASH TOUT-COURT. SI È PERSO ANCHE QUEL LAMPO DI DISSACRANTE IRONIA CHE FORSE C’ERA ALL’INZIO? TUTTI COSÌ INDAFFARATI A FARSI BELLI DI QUANTO È BRUTTO E VOLGARE TARICONE, DI QUANTO È PATETICO PUPO, E DI CHE “MITO” È NINO D’ANGELO.
In tutto ciò ho una minima partecipazione di colpa. Comunque qualunque sia il recupero non è mai “trash”. Ho già parlato fin troppo di questo argomento e delle distinzioni che faccio. Diciamo che certi materiali “bassi” e fuori moda servono proprio da specchio a certa gente che vuole sentirsi invece fighetta e hype. Non basta aver visto due filmetti con Lino Banfi per poter capire gli anni Settanta, come purtroppo fanno con arroganza i peggiori ventenni in circolazione. E non è certo giusto ridurre tutti gli anni Ottanta ai cartoni animati giapponesi o ai paninari. La gente è stupida. Prima mangia qualunque escremento, poi lo dimentica e finge di meravigliarsi quando glielo ripropongono.
9. CHRISTIAN DE SICA È DEGNO EREDE DEI GRANDI CARATTERISTI NOSTRANI E DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA?
Christian De Sica ha segnato la sua condanna a morte con gli ultimi spot Tim. Non è assolutamente erede di nulla. I caratteristi della commedia all’italiana avevano una gamma di espressività e capacità da far paura. E non solo i grandi. Se si rivedono con attenzione e passione i film di Dino Risi si scopre che anche l’ultima delle comparse parlanti con una sola battuta ha una forza e una immagine a tutto tondo introvabili oggi. I dialoghi di un film come “Il vedovo” sono micidiali, io me li recito spesso da solo come fossero dei mantra. E al confronto le orribili accozzaglie di battute stantie del tandem De Sica-Boldi o le macerazioni generazionali silenti e rarefatte dei Muccinidi sono vere e proprie vergogne. De Sica sta cercando da anni di uscire dal cliché imitativo del padre e ci è riuscito per due motivi. Primo: purtroppo il padre lo ricordano in pochi, essendo stato messo molto da parte dalla cultura cinematografica ufficiale. Secondo: si è buttato anima e corpo nell’imitazione dell’Alberto Sordi degli anni Cinquanta. Quando qualche tempo fa pubblicizzava un prosciutto, interpretava un salumiere con un assistente non proprio brillante. Battute e schema erano prese da “Il conte Max”, in cui Sordi edicolante aveva come assistente un tipo non proprio brillante. E anche negli spot Tim l’idea sta a metà tra la “signorina Margheritaaa” e il “pussa via”.
9,99 COSA PENSA DELLE GIORNATE MONDIALI? GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA, GIORNATA MONDIALE DELLA LOTTA AL FUMO, GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ, ETC, ETC, ETC…? SE POTESSE CHE GIORNATA MONDIALE INDIREBBE LEI?
Non prendo mai parte ad alcuna manifestazione benefica o solidale o di impegno. Evito le serate su Emergency, le partite del cuore, i girotondi e le giornate mondiali. Mi piacerebbe indire la Giornata Mondiale della Caccia al Prelato, con premi per chi porta a fine giornata le spoglie del religioso più grasso o più potente. Il Papa vale 100 punti.

