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Loxmetender intervista Stefano Sardo cantante dei Mambassa (e non solo) © Loxmetender, 2005![]()
1. LEI È MAI ENTRATO IN UNA LAVANDERIA SELF-SERVICE?
Una volta. Dormivo da un mio amico musicista a Torino. Mi ha detto ‘ti ospito ma devi portare le lenzuola nella lavanderia a gettoni’. Essendo cresciuto a Bra, lo confesso, per me fino ad allora le lavanderie a gettoni erano molto esotiche. O per meglio dire, cinematografiche.
2. LEGGENDO ALCUNI TUOI CENNI BIOGRAFICI SUL SITO DEI MAMBASSA HO TROVATO PARECCHI PUNTI DI CONTATTO CON LO SCRITTORE DAVIDE LONGO; ENTRAMBI PROVENITE DALLA PROVINCIA PIEMONTESE, SIETE QUASI COETANEI, TUTTI E DUE MUSICISTI; SCRITTORI; SCENEGGIATORI E CESTISTI. DIMMI LA VERITÀ SIETE IN REALTÀ LA STESSA PERSONA?
Siamo compagni di scuola, stessi anni, sezioni diverse, al Liceo Scientifico di Bra. Lui andava a scuola da mia madre, e sono ancora molto amici. Abbiamo giocato insieme nella squadra della scuola e ci siamo anche qualificati per i campionati nazionali, un anno. E poi – sempre quando eravamo più giovani - abbiamo scritto e diretto insieme un paio di cortometraggi. Ora vivo a Roma, mentre lui abita ancora a Carmagnola, la sua città. Ha una bambina, ha scritto due romanzi e ha vinto il Grinzane. Scrive con una padronanza impressionante, Davide. È uomo retto e divertente. L’unico che conosca che sappia portare con fierezza i pantaloni a quadretti.
3. A PROPOSITO DI COINCIDENZE, SEI NATO DUE GIORNI PRIMA DI ME (22-01-1972 TU, 24-01-72 IO): TI PIACCIONO LE FESTE DI COMPLEANNO? QUELLE IN CUI TU SEI IL FESTEGGIATO INTENDO.
Nessuna mi ha mai soddisfatto veramente. Non mi sono mai potuto permettere una festa con tutti i crismi, in effetti. Non c’è una vera ragione, è andata così. Spero di celebrare una degna festa per i miei 40 anni. Ho il terrore di ritrovarmici solo, una specie di paura primordiale, non del tutto motivata. Le ricorrenze da celebrare della mia vita, a pensarci bene, le ho ‘bucate’ un po’ tutte, per un motivo o per l’altro.
4. UN VOSTRO PEZZO: IL CRONISTA, INIZIA COSI’ “SI RICORDANO DI ME IN OGNUNA DELLE SCUOLE CHE HO CAMBIATO IO”. TU NE HAI CAMBIATE MOLTE?
No. Mai nessuna, per la verità. Anzi sì: ho fatto la prima elementare in una scuola privata perché volevo a tutti i costi lasciare l’asilo, sia perché non facevo che prendermi a botte, sia perché cercavo di ‘raggiungere’ i miei fratelli, tre anni più grandi di me. E così sono andato dove mi prendevano un anno avanti, dalle suore. Dalla seconda ho mollato di gran carriera le pinguine e mi sono iscritto alla scuola pubblica, al Tempo Pieno e alle partite di pallone sulla ghiaia.
5. TRA I GRUPPI CHE HANNO INIZIATO CON VOI CE N’È QUALCUNO CHE PENSAVI SFONDASSE E NON LO HA FATTO, E QUALCUN ALTRO CHE HA AVUTO SUCCESSO CONTRO OGNI TUO PRONOSTICO?
Domanda difficile. Posso dirti che, almeno per quanto riguarda Torino – e non considerando i Mambassa, ovviamente, dei quali mi stupisce ancora e mi lascia attonito il relativo anonimato - ci sono due band che avevano grande potenziale commerciale ma che non hanno raccolto quanto erano in grado di fare: i Sushi e i Medusa. Band con un sound e un’immagine molto riconoscibili e seducenti, che secondo me non sono stati gestiti al meglio, non saprei dire se da loro o dai discografici. Gli Scisma, poi, per uscire da Torino, si sono sciolti prima di raccogliere davvero tutto quello che i due bellissimi dischi avrebbero loro concesso, ne sono sicuro. Quanto al contrario, ovvero a chi ha avuto successo contro ogni mio pronostico... Mh. Le Vibrazioni, direi. Sanno suonare, per carità, ma non capisco bene il senso di quello che fanno. O forse lo capisco ma non mi smuove, non mi emoziona. Detto questo, è così dura farcela in Italia che io rispetto a prescindere tutti coloro che riescono a metter fuori la testa.
6. I MAMBASSA HANNO MAI RISCHIATO SERIAMENTE DI SCIOGLIERSI?
Molte volte. Ma in particolare nel 2000, dopo che il nostro secondo album era passato del tutto inosservato. Stavamo per mollare. Poi un paio di canzoni, uscite fuori in quelle settimane, ci hanno riacciuffato. Abbiamo cambiato formazione e siamo andati avanti. Direi che la storia dei mambassa si divide in due momenti. Prima e dopo quella decisioneo.
7. SONIA, LA MIA FIDANZATA, MI HA CHIESTO DI DOMANDARTI SE “CON QUESTA TUA ARIA TRIBOLATA E A VOLTE QUASI AL LIMITE DEL MALINCONICO "HAI SUCCESSO COL GENTIL SESSO”. SECONDO TE DEVO INIZIARE A PREOCCUPARMI?
Inizia a preoccuparti.
8. UN LIBRO DA CONSIGLIARE?
Un italiano, una volta tanto. La trilogia nerissima sulla storia d’Italia di Giuseppe Genna, una sorta di Ellroy Italiano col gusto per i retroscena e una scrittura magnetica. Cominciare con Nel nome di Ishmael, poi Non toccare la pelle del drago e da ultimo (il più deludente) Grande Madre Rossa. Editi da… Non ricordo, ma tanto c’è internetolte volte.
9. SCARICHI MUSICA DA INTERNET?
Raramente.
9,99. IN SETTE GIORNI DIO CREÒ L’UNIVERSO; SE AVESSE AVUTO A DISPOSIZIONE OTTOGIORNI COSA CI AVREBBE AGGIUNTO?
Se fosse stato davvero il tipo cazzuto che cercano di spacciarci, be’, avrebbe inventato l’aggeggio cancella memoria di Men In Black, l’avrebbe puntato verso Adamo ed Eva e avrebbe detto ‘Guardate qui, piccioncini’, e con un flash avrebbe cancellato per sempre dall’umanità il concetto (o il ricordo) dell’esistenza di Dio. Zac! Bye bye religioni. Ci pensi?

